cosa pensano di noi gli artisti

Un buon festival porta benessere ad ogni livello!

…insomma, chi ci conosce lo sa, Just for Joy si muove secondo dinamiche antiche, credendo fortemente nella gentilezza diffusa e nella poesia intrinseca! Ci fa piacere che questa modalità venga recepita ed apprezzata anche dagli artisti che abbiamo l’onore ed il piacere di ospitare!

Qui, le  parole belle de Le Due e Un Quarto:

“Just for Joy, il festival fatto col cuore!
Per noi è stata una piccola oasi… in mezzo a tanti eventi estivi caotici, frettolosi, fugaci, sicuramente quello che ci ha colpito e rigenerato, come un bicchiere d’acqua fresca, è il fatto che questo festival negli anni non ha mai smesso di credere nell’importanza del prendersi cura dei propri artisti e del proprio pubblico!!!! Bruno, Simona, Alice, Chiara, Sara e tutti i volontari: grazie di quore dalle Due e un Quarto 🙂 ”

E poi il Circo Puntino:

“La nostra esperienza con l’organizzazione di Just for Joy è stata decisamente positiva: ci siamo esibiti nell’Ottobre 2012 nell’ambito di un concorso organizzato da Just for Joy, Eataly e Mirabilia International Circus and Performing Arts Festival. La giuria decretò che il nostro spettacolo “Effetto Caffeina” meritava il primo premio e che quindi avremmo vinto una residenza artistica nelle sedi di Mirabilia e uno sguardo esterno da parte di Adriàn Schvarzstein.

Il nostro parere a riguardo dell’organizzazione di Just for Joy è che ci sia un fortissimo impegno per lo sviluppo delle realtà di Teatro, Circo e Musica locali ed una forte pulsione verso l’ampliamento dei propri orizzonti, fino ad arrivare ad essere un ente a livello nazionale e addirittura europeo!
Per raggiungere tale obiettivo, impegnano tutte le loro energie nella ricerca di fondi e di collaborazioni, sia artistiche sia laboratoriali con le entità locali e regionali.
I componenti dello Staff sono gente semplice che ce la mette tutta per riuscire a far sentire a proprio agio gli artisti in qualsiasi occasione e per questo noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di aiutarli il più possibile!”

I volontari del Festival

Grazie a tutti! Siete forze positive dell’Universo!

Una preziosa risorsa di Just for Joy è la rete di persone che ci affiancano in maniera volontaria. Sono tanti, tantissimi e il loro numero cresce di anno in anno! I volontari ci aiutano sia prima della realizzazione del Festival che durante lo svolgimento dello stesso, diventando parte fondamentale della nostra Macchina della Gioia. Ci piace, però, creare con loro uno scambio: consci di quanto tempo ed energie ci regalano, offriamo loro laboratori di formazione sul clown, sulla giocoleria e le bolle di sapone. E spazi all’interno del programma per mettere subito a frutto le esperienze acquisite. Oppure, diamo loro la possibilità di partecipare con noi ad altre folli avventure, come fare un enorme tunnel di bolle di sapone, per la partenza dei 40.000 ciclisti del Bike Pride.

Ma, meglio delle nostre parole, ecco quelle di Riccardo Torchio e Mirco Negri, due dei nostri fondamentalissimi volontari!

Cominciamo con Mirco:

“Ho saputo del Festival tramite la newsletter del progetto di volontariato civico “GxT – Giovani per Torino” al quale ero iscritto. Per conto di Just for Joy European Association, ci comunicarono che tutti coloro che ne avevano piacere, potevano frequentare un corso di 3 giorni, durante i quali ricevere un’infarinatura di arte di strada, giocoleria, clownerie e bolle di sapone giganti.

Era il 2013. In quell’anno e nel precedente, vivevo un brutto periodo: poco lavoro, una relazione finita. Tante volte mi ero sentito dare del “pagliaccio”. Così, un po’ per svago e per curiosità, un po’ per risalire la china e un po’ anche per stizza, ho deciso di compilare quel form. Se ero così tanto un pagliaccio, allora sarei diventato un clown!

Nel 2018, ripensando a questi 5 anni trascorsi, è stata la scelta migliore che potessi fare!

Durante gli anni trascorsi CON il festival e non PER il festival! Perchè, quando capisci veramente l’atmosfera che ti circonda, ti accorgi che non sei lì solo per fare il volontario, ma per vivere con il festival, con i volontari del festival, con i big boss storici che l’hanno fatto nascere Bruno, Simona, Chiara, Clown Dado (Dario), Paola. Sei dentro a qualcosa che diventerà come la tua seconda famiglia.

Ho trovato nuove amicizie che durano ancora oggi. Imparato l’arte di strada. Intrapreso un percorso che mi ha portato ad apprendere sul campo: grazie a Luca Zella (aka Luchino) e alle sue Giostre, ho imparato ad allestire la parte tecnica per uno spettacolo (luci, audio, palchi) e ho girato Torino e la Liguria con la sua squadra “Di Giostra in Giostra”. Tutto ciò in seguito mi ha portato, sempre insieme a Luca, a lavorare come tecnico audio/luci ad Apolide (ex ARFF Alpette Rock Free Festival). Grazie a Caterina ho conosciuto “Fratellanza Artistica”, per la quale ho lavorato alcuni anni come direttore di palco. Tutte queste esperienze sul campo mi hanno condotto al Torino Jazz Festival Fringe, al Collisioni Festival di Barolo. E, in più, sono artista di strada e animatore per feste di compleanno e in piazza…

…fino al culmine di tutto quanto…e sì, perchè una volta che hai provato tutto questo è impossibile fermarsi, tornare indietro!!! Infatti, nel 2015 ho finalmente dato la chiusa finale e sono davvero diventato un clown… un clown della Croce Rossa Italiana!

In definitiva è un’esperienza da provare assolutamente e crea dipendenza! La dipendenza verso allegria, gioia di vivere, spensieratezza, sorrisi dei bambini, magia e sogni che l’arte di strada ti può dare.”

Ed ecco Riccardo:

“Vivere il Festival come volontario vuol dire essere nell’occhio di un ciclone colorato in cui può capitare veramente di tutto!

A voi un aneddoto. Era giunto per il Festival l’artista Fausto Delle Chiaie da Roma, portando con sé la sua mostra a Torino. L’allestimento prevedeva una lunga fila di sedie con sopra le opere esposte che accompagnavano i passanti sotto i portici, guidandoli con un tappeto rosso. Le opere del Maestro Delle Chiaie sono contraddistinte da una peculiarità comune: si tratta di oggetti recuperati intorno alla salita del Pincio, a Roma. Un esempio, “Ho fatto una barca di soldi” appare come una barchetta di alluminio, cosparsa di monetine da un centesimo. L’allestimento era posto sotto i portici di Piazza Castello, davanti al Teatro Regio. Era sera, faceva freddo, il mio compito da volontario era quello di controllare la mostra, mentre alcuni artisti accompagnavano il Maestro a prendere qualcosa di caldo. Vigilavo pigramente, non c’era molta gente. Tutt’a un tratto, sopraggiunge un personaggio con lo sguardo penetrante e l’aria determinata. Attacchiamo bottone e si presenta come un critico d’arte straniero, ha riconosciuto nelle opere il tocco dell’artista Fausto Delle Chiaie, è sorpreso sia a Torino e decide di aspettare il suo ritorno, tenendomi compagnia. Da lontano notiamo sopraggiungere due ragazze giovani, che iniziano il percorso di analisi delle opere sotto i portici. Il critico se ne accorge:
“Ma tu le conosci le ragazze che stanno arrivando?”
“No.” Gli rispondo infreddolito.
“…E vorresti conoscerle?”.

Il mio sguardo fu incredulo. Sopraggiunsero le due ragazze che stavano analizzando le opere una ad una, il mio compagno di avventure si rivolse a loro, lanciò uno sguardo serissimo, con aria solenne ed autorevole. Le ragazze si fermarono, guardandolo incredule. I portici si fermarono, increduli pure loro. Il silenzio durò forse tre secondi, carichissimo di aspettativa. E iniziò:
“Ragazze, permettetemi di presentarvi l’artista dietro questa mostra: mio figlio.”
Mettendomi una mano sulla spalla.
Le ragazze esplosero:
“Ma che giovane! Congratulazioni! E che originalità!” Tra strette di mano, sorrisi e una faccia da poker, passammo diversi minuti a complimentarci e congratularci tutti a vicenda. Io, il mio padre adottivo, le due ragazze.
“E quindi studiate psicologia? Ma allora siete due artiste anche voi! Della mente!!!”

Il lieto fine: all’arrivo del Maestro (quello vero) l’inganno fu scoperto. Il critico incontrò Fausto Delle Chiaie e si trasformarono in due bambini felici e scalmanati. Si conclude così la serata tipo di un volontario al Festival.”

 

 

Amici del festival

Un amico conosce la melodia del nostro cuore e la canta quando ne dimentichiamo le parole. (C.S. Lewis)

Esiste una categoria di persone speciali che amiamo definire gli Amici del Festival. Sono collaborazioni che continuano e si rinnovano di anno in anno perché, oltre ad essere in primis grandi e stimati professionisti, sono persone con le quali condividiamo la visione del mondo e con cui siamo certi di camminare nella stessa direzione. Credono, quanto noi, nella bellezza e nella potenza dell’essere umano e lo mantengono, fortemente, al centro del proprio percorso. E, esattamente come noi, sono alla continua ricerca della valorizzazione della Poesia Intrinseca.

Ognuno con le proprie peculiarità e le proprie passioni, ci hanno affiancato, sostenuto e permesso di crescere in tutti questi anni.

Vogliamo presentarvene qualcuno:

Wanda di Maio, da molti conosciuta come Wanda Circus, proviene inizialmente dal mondo del cabaret dove, assieme ad Enzo Jannacci, ha avuto per qualche anno la conduzione della serata. Per noi, non solo si è esibita coi suoi esagerati spettacoli acchiappafolle, ma ha anche tenuto numerosi laboratori.

Mago Lapone, il dolce Cocchiere dei Sogni, ci ha stregato con le sue mille lanterne nel cielo (e gli occhi di tutti, col naso all’insù, colmi di emozione e speranza!) Forse lo avete già riconosciuto! E’ il capo-clown nel film Pinocchio di Roberto Benigni, il quale lo scelse dopo averlo visto esibirsi per strada: Lapone raccontava una poesia e anche il grande regista si fermò perché si accorse, inevitabilmente, della sua bravura e della sua sincerità!

E poi l’inarrivabile Loco Brusca! La disciplina del caos, il controllo del delirio, il genio che si fa clown. Ogni suo spettacolo è stato garanzia di risate a crepapelle, ogni suo laboratorio ha fatto il tutto esaurito, formando clown principianti e professionisti.

Ancora una volta, rinnoviamo loro il nostro grazie! …ma ora ci serve anche il tuo aiuto:

per portare il Festival alla sua 15° edizione per le strade di Torino, ci serve tutto il supporto possibile: basta un voto per darci una mano! Con un click ci aiuti a portare allegria e colore in città:

1. Registrati su Liquidfeedback cliccando qui
2. Vai poi sulla pagina del progetto https://torino.liquidfeedback.net/initiative/show/52.html
3. Metti il tuo voto al progetto

C’è tempo fino al 23 marzo, ma meglio ora che all’ultimo istante.

Come si vota?

Don’t panic! Ti spieghiamo i passaggi!

1. Registrati su Liquidfeedback cliccando qui

Dovrai inserire una serie di dati, fra cui il simpaticissimo codice fiscale, but don’t panic! Seguirai serenamente tutte le procedure e ti arriverà una deliziosa mail di conferma all’iscrizione, su cui dovrai gentilmente cliccare per terminare questo passaggio. Se la mail non ti dovesse arrivare subito, don’t panic!, ti potrebbe arrivare dopo un paio di giorni oppure potrebbe essere incautamente finita tra lo spam.

2. Vai poi sulla pagina del progetto https://torino.liquidfeedback.net/initiative/show/52.html

Qua, potrebbero richiedere di nuovo un login, don’t panic, respira, sorridi…lo hai appena fatto…lo puoi rifare! Ci troverai al numero 52, nei progetti sotto ai 50000 euro!

3. Metti il tuo voto al progetto!!!

Sì, lo sappiamo, ci metterai più di 15 secondi a fare questo, forse impiegherai un minuto, forse due…ma il tuo voto è realmente prezioso per portare il Festival alla sua 15° edizione per le strade di Torino!

C’è tempo fino al 23 marzo, ma meglio ora che all’ultimo istante!

Don’t panic, Just for Joy!

La simbologia svelata.

Alejandro Jodorowsky incontra gli artisti di strada.

Nel 2007, abbiamo avuto l’immenso onore di ospitare Alejandro Jodorowsky e questo sogno ad occhi aperti è stato reso possibile anche grazie a Giordano Amato e Bruna Garbero.

Scrittore, fumettista, saggista, drammaturgo, regista, poeta, compositore e studioso dei Tarocchi. Ma la sua fama di livello internazionale, non gli ha impedito di sedersi su di un palco per giocare con noi!

Quella sera eravamo tantissimi, l’aria frizzava di una curiosità palpabile e ciò che stava per succedere non era mai successo prima. L’idea di Bruno Furnari, il direttore artistico e creaore di Just for Joy, era scommettere proprio sull’unicità del tutto, presentare qualcosa di mai visto, oltrepassare leggeri le regole del palcoscenico. In perfetto stile jodorowskiano! Quindi, col nostro Ospite accomodato sul palco, iniziarono i numeri degli artisti e Jodorowsky diventava “spettacolo” nel suo essere “spettatore”. Alla fine delle esibizioni, prese la parola e ci regalò gli archetipi celati nelle performance.

Ecco cosa ci hanno raccontato, a distanza di anni, alcuni degli artisti che ebbero la fortuna di partecipare a questa incredibile esperienza:

Mr David, la stampa lo definisce l’Houdini del circo. Campione del mondo di Street Magic, Guinness World Record 2015. E’ spesso presente su network televisivi, italiani ed esteri. Autore del libro “On the road a game”. È uno degli artisti delle primi edizioni del Festival del teatro di strada di Torino. Ecco qui il video del suo incontro con Jodorowsky: Alejandro Jodorowsky incontra Mr David

Per il video delle Jodo-memorie di Mr David, clicca qui.

Ed ecco, quasi subito, quelle di Andrea Farnetani e, poco sotto, il video del suo Jodo-incontro.

Andrea Farnetani, vincitore del “Pavè d’Or” al Festival des Artistes de Rue de Vevey nel 2014, è un artista poliedrico. La sua ricerca sul clown contemporaneo lo porta allo studio delle tecniche circensi, della danza, del teatro e della magia. Con i suoi spettacoli ha girato festival e rassegne di tutto il mondo, diffondendo ovunque il suo amore per la risata. Nel 2014, insieme a Antonio Coluccio fonda La Compagnia Bellavita e dal 2015 collabora anche con il Circo el Grito.

“Nel 2007, partecipai a Just for Joy. Ero insieme a Jacopo Candeloro, con cui avevamo da poco formato la compagnia Smile Carucci. Era praticamente il nostro primo festival di artisti di strada. Durante quei giorni, organizzarono un cabaret con un ospite speciale, Alejandro Jodorowsky. Il format era geniale: invece del normale presentatore, gli artisti si sarebbero esibiti e, solamente dopo, Jodorowsky avrebbe dato la sua interpretazione. Al tempo, mi scuso ora per l’ignoranza, neanche sapevo chi fosse e presentammo una piccola esibizione di passing di clave e equilibrio su sfera. Ora non lo definirei neanche un numero, ma eravamo molto spontanei, ingenui e pieni di voglia di mostrare le nostre poche abilità. In ogni caso, ripensandoci adesso, per me è stato una sorta di battesimo del palco e ne vado molto fiero! Il presentatore in un cabaret ha un ruolo fondamentale, è lui il responsabile principale della buona riuscita dello spettacolo. In quel caso, la riuscita fu meravigliosa sia perché i numeri si susseguivano senza presentazioni, alimentando la sorpresa, sia perché il pubblico non vedeva l’ora di ascoltare le interpretazioni così suggestive di Jodorowsky. Spero di avere l’occasione di ripetere questo fantastico spettacolo, chissà proprio a Torino 11 anni dopo…”

Alejandro Jodorowsky incontra la Compagnia Smile Carucci, Andrea Farnetani e Jacopo Candeloro

Vuoi sentire altre Jodo-memorie? Allora torna a trovarci: ne pubblicheremo presto altre!

Per portare il Festival alla sua 15° edizione per le strade di Torino, ci serve tutto il supporto possibile: basta un voto per darci una mano! Con un click ci aiuti a portare allegria e colore in città:

1. Registrati su Liquidfeedback cliccando qui
2. Vai poi sulla pagina del progetto https://torino.liquidfeedback.net/initiative/show/52.html
3. Metti il tuo voto al progetto

C’è tempo fino al 23 marzo, ma meglio ora che all’ultimo istante.